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Il Pilota Automatico ed il Futuro Dell’Automobile

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Remote

Immaginate un viaggio di qualche centinaio di chilometri, intrapreso per pochi giorni di vacanza o per andare a trovare i propri parenti nel paese natio. Magari siamo costretti a partire il Venerdì sera, fuggendo dall’ufficio e mettendoci alla guida con tutta la stanchezza della settimana sulle spalle. Quante volte, in questi casi, vi siete detti che avreste pagato qualcuno che guidasse al posto vostro?
Beh, diciamo che da oggi con un discreto investimento iniziale, questo sogno proibito può trasformarsi in realtà.

Guarda, senza mani!

Se Google sta puntando moltissimo sul progetto delle minicar totalmente automatizzate e che non necessitano di una persona all’interno (pare siano arrivati a programmarle per suonare correttamente il clacson se qualcuno inchioda, o un pedone attraversa improvvisamente la strada), la Tesla ha già prodotto e commercializzato i suoi primi modelli di auto possono essere guidate come dall’uomo, così dalla macchina stessa.
Non dovete far altro che sedervi in auto, impostare la destinazione ed avviare il pilota automatico. E rilassarvi.
Certo, non parliamo di un relax tale da poter chiudere gli occhi e dormire: questi modelli hanno sempre bisogno di una supervisione reale ed immediata, ma possono accompagnarci senza grandi problemi verso i nostri obiettivi.

Mind The Car

Certo, il pericolo è dietro l’angolo: è di pochi giorni fa la notizia di un contenzioso proprio tra Tesla ed un suo cliente, che ha lamentato l’improvvisa voglia dell’auto di sconnettersi dal pilota automatico e schiantarsi contro un muro. Se inizialmente l’automobilista aveva provato ad incolpare la tecnologia avanzata ma dispettosa, la casa produttrice Californiana ha preso il tabulato dei dati (la macchina registra ogni singola azione intrapresa, che sia automatica o manuale) ed ha placato subito il tentativo di polemica del cliente.
I rischi ci sono e sono molteplici, dalla sicurezza alla responsabilità civile, dalle violazioni del codice stradale alla privacy. Sta alle case produttrici ed alle regolamentazioni interne ed internazionali trovare accordi e mettere paletti in modo che questo nuovo balzo tecnologico non sia traumatico né dannoso per nessuno.

Cosa ci aspetta ancora

Il pilota automatico è solo l’ultimo ritrovato  tecnologico che è stato sviluppato per il mondo automobilistico, e che tutte le case automobilistiche stanno prendendo in seria considerazione, come ad esempio anche la nostra Toyota. Negli ultimi decenni sono arrivati airbag, navigatori e sensori di parcheggio che hanno reso sempre più semplice e (per quanto possibile) gradevole la guida, anche in città.
Ultimamente, Google ha sviluppato una funzione che permette di controllare tramite Maps dove è stata parcheggiata la macchina, mentre la Land Rover sembra voglia sviluppare una propria linea di smartphone con la quale sarà possibile interagire con l’auto grazie ad una serie di applicazioni specifiche.

Insomma, il mondo dei motori va di pari passo con quello della tecnologia: al momento i contatti sono timidi, ma tra qualche anno (si parla del 2020) potremmo trovarci, da pedoni, a sbraitare contro un auto.. vuota.

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Author: Cresci Auto

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